LEOPARDI

- La scheda LEOPARDI di Wikipedia.it di cui citiamo l'inizio :

"Giacomo Leopardi, al battesimo conte Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi (Recanati, 29 giugno 1798 – Napoli, 14 giugno 1837), è stato un poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano. È ritenuto il maggior poeta dell'Ottocento italiano <..> "

Second manuscrit autographe  (source : http://tecfa.unige.ch/tecfa/teaching/UVLibre/9900/bin15/analyse.htm   ) :

(Visso, Archivio Comunale) 

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,

E questa siepe, che da tanta parte

De l'ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminato

Spazio di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo, ove per poco

Il cor non si spaura. E come il vento                  

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce                                                              

Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,

E le morte stagioni, e la presente

E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa

Infinità s'annega il pensier mio:

E 'l naufragar m'è dolce in questo mare.

G. Leopardi

Testo tratto dal secondo manoscritto autografo         

   una magnifica recita di Vittorio GASSMAN

            Una lettura audio online  ( RaiCultura  : attivare "Ascolta l'intero passo" )

 

 Versificazione : il poema si compone di quindici versi endecasillabi con numerosi enjambements che hanno come effetto di ampliare il significato del periodo annullando la pausa tra i versi che la forma stessa richiamerebbe. Questa osservazione ci introduce alle trasformazioni sia formali che di sensibilità che annunciano il Romanticismo.

 

Une traduction française :                                    

L'INFINI

Toujours elle me fut chère cette colline solitaire

et cette haie qui dérobe au regard

tant de pans de l'extrême horizon.

Mais demeurant assis et contemplant,

au-delà d'elle, dans ma pensée j'invente

des espaces illimités, des silences surhumains

et une quiétude profonde ; où peu s'en faut

que le cœur ne s'épouvante.

Et comme j'entends le vent

bruire dans ces feuillages, je vais comparant

ce silence infini à cette voix :

en moi reviennent l'éternel,

et les saisons mortes et la présente

qui vit, et sa sonorité. Ainsi,

dans cette immensité, se noie ma pensée :

et le naufrage m'est doux dans cette mer.

G. Leopardi

 

Source : http://culture.revolution.free.fr/poesie/Infini-Leopardi.html

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